Lorenza Geronimo

In Italia se ne parla da un po’, ma per il momento non esistono le stanze del buco, vale a dire strutture in buone condizioni igieniche dove i tossicodipendenti possono iniettarsi droghe pesanti sotto la supervisione di personale medico e infermieristico.

Eppure, le stanze del buco sono da decenni una realtà nel resto del mondo. Oggi ce ne sono più di 90 in nove Paesi. La Svizzera ha fatto da apripista, con la prima stanza da iniezione ufficiale aperta a Berna nel 1986.

In Italia, i Radicali proposero invano nel 2012 di aprire tre narcosale a Milano e ci riprovarono spalleggiati da parte della sinistra nel 2014, anno in cui anche il Movimento 5 Stelle di Prato abbracciò l’idea.

Davanti al vespaio di polemiche suscitato da questa iniziativa, viene da chiedersi se queste stanze abbiano un senso e se siano davvero salvavita o, piuttosto, il contrario.

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Miniatura Flickr CC Kennedy Library