Politiche e ideologia "proibizioniste" in materia di droga hanno dato e continuano a dare un contributo significativo all'applicazione della pena di morte anche nel 2013 e nei primi sei mesi del 2014: le esecuzioni l'anno scorso sono state 355 in cinque Paesi, solo in Iran almeno 328 mentre nel 2014 sono state 167, con l'Iran sempre in pole position con 164 esecuzioni.

E' quanto emerso in una conferenza stampa indetta dal Partito Radicale in occasione della Giornata internazionale della lotta alla droga che si celebra oggi, durante la quale sono stati resi noti una serie di dati e il contenuto di una lettera aperta che la segretaria dei Radicali Italiani, Rita Bernardini, ha inviato al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e della Salute, Beatrice Lorenzin.

Nel 2013, nel nome della guerra alla droga, le esecuzioni praticate hanno riguardato principalmente l''Iran con 328 casi, dei quali la metà legati proprio a reati contro la droga, salvo constatare - è stato detto durante la conferenza stampa - che in alcuni casi le persone giustiziate non fossero trafficanti ma piuttosto avversari politici.

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