Si chiude un’era, domi­nata dall’ossessione proi­bi­zio­ni­sta e puni­tiva, dall’ideologia mora­li­stica esem­pli­fi­cata dallo slo­gan «la droga è droga» ini­ziata dieci anni fa con la pre­sen­ta­zione del dise­gno di legge Fini per una svolta di 180 gradi della poli­tica sulle dro­ghe. La Corte Costi­tu­zio­nale con una sen­tenza sto­rica ha rista­bi­lito i prin­cipi dello stato di diritto e ha respinto la logica pre­po­tente e arro­gante della dit­ta­tura della mag­gio­ranza. L’abuso di potere com­piuto da Carlo Gio­va­nardi con l’inserimento di una riforma glo­bale di una mate­ria com­plessa in un decreto asso­lu­ta­mente estra­neo, è stato sanato dopo otto anni di effetti cri­mi­no­geni e “car­ce­ro­geni” che hanno pro­dotto il sovraf­fol­la­mento delle nostre pri­gioni e la per­se­cu­zione di decine di migliaia di gio­vani con­su­ma­tori o pic­coli spacciatori.

La legge sulle droghe cara a Fini, Giovanardi e Serpelloni è stata dichiarata incostituzionale, una nueva ere inizia.

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