Il proibizionismo ha fallito. Dal Sudamerica agli Usa. E ora si cambia linea con le "canne di Stato". Che portano tasse e colpiscono il crimine. Così anche in Italia si riapre il dibattito.

In Uruguay la "canna di Stato" è ormai realtà, e tra pochi mesi chi vorrà fumarsi uno spinello potrà scegliere tra quattro qualità diverse di erba, vendute direttamente sui banconi della farmacia. Il conto alla rovescia è quasi alla fine: il Senato a novembre dovrebbe dare il via libera definitivo alla legge che permetterà al governo guidato da Josè "Pepe" Mujica di coltivare e vendere direttamente marijuana a circa un dollaro al grammo. «Dopo l'approvazione del Parlamento bisognerà solo aspettare che i semi germoglino», ha spiegato Josè Calzeda, capo della Giunta nazionale delle droghe: «Una volta seminato e fatta la prima raccolta, riforniremo i negozi al dettaglio. I cittadini registrati potranno comprarsi fino a 40 grammi al mese, e piantare massimo sei piante alla volta». Obiettivo primario: creare un mercato legale per sconfiggere i cartelli narcotrafficanti del Paraguay, massimi esportatori di cannabis del Sud America.

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