Le politiche sulle droghe si sono tradizionalmente concentrate sulla loro funzione deterrente, attraverso leggi che proibiscono la produzione, distribuzione ed uso delle droghe e impongono punizioni severe per coloro che sono coinvolti nel traffico di droga. Si pensava che tali punizioni avrebbero ridotto ed eventualmente eliminato il traffico globale di droga. È ormai chiaramente riconosciuto che questo approccio ha fallito nel tentativo di ridurre la dimensione del mercato della droga e ha portato a serie conseguenze negative. Queste includono fra gli altri danni l’imposizione di pene fortemente sproporzionate per piccoli trasgressori (incluso l’uso della pena di morte), il sovraffollamento carcerario, la detenzione forzata di consumatori di droghe nel nome del trattamento medico, etc.

Alla luce di queste conseguenze alcuni paesi hanno rivisto le loro leggi sulle droghe al fine di ridurre i danni e garantire maggior proporzionalità nel giudicare i trasgressori delle leggi sulle droghe.

  • Una riduzione delle condanne e una revisione dei criteri di giudizio per garantire una miglior proporzionalità nelle sentenze in relazione sia al livello che alle motivazioni di coinvolgimento nel mercato illegale delle droghe degli imputati, così come nel confronto  con gli altri reati (come ad esempio l’omicidio o lo stupro)
  • La promulgazione di provvedimenti di amnistia nei paesi con il più alto numero di persone incarcerate per piccoli reati legati alla droga
  • La depenalizzazione del possesso ed uso personale di droga al fine di garantire alle persone che usano droghe di poter accedere servizi sanitari e sociali di cui hanno bisogno senza timore di essere arrestati
  • La legalizzazione della cannabis, in modo da allontanarla dal mercato illegale verso forme di controllo migliori e legali.