Le autorità preposte all’applicazione della legge – come la polizia- sono una parte fondamentale del sistema di giustizia penale. Per decenni il loro impegno nell’applicazione delle leggi sulle droghe ha avuto l’obiettivo di sradicare la produzione, la distribuzione e la vendita della droga. Queste strategie hanno condotto alla distruzione delle colture destinate al mercato illecito di droga attraverso lo spargimento di diserbanti per via aerea o attraverso l’eradicazione manuale, al sequestro delle droghe alle frontiere, l’interruzione delle attività di trasporto e scambio, e la minaccia di arresto e punizione per i consumatori di droga.

Distruzione di coltivazione di cannabis in Messico

Questa strategia di “Guerra alla droga” non è stata capace di ridurre sensibilmente il volume del traffico illecito di droga o di limitate la diffusione del consumo di droga. Queste strategie hanno avuto anche impatti devastanti fra cui omicidi extragiudiziari e altre violazioni dei diritti umani, incremento della violenza, della corruzione e dei crimini finanziari, l’aggravamento della povertà nelle zone di produzione, la distruzione ambientale e l’esplosione delle patologie legate alla droga.

Per questo alcune autorità si stanno allontanando dalla repressione a favore di sistemi migliori per affrontare il mercato illegale di droga in modo da minimizzare i danni sulle comunità. Questi movimenti riconoscono che il potere di applicare la legge può essere utilizzato per indirizzare in maniera utile il mercato illegale della droga. Questi nuovi approcci implicano: 

  • Cambiare gli obiettivi e gli indicatori relativi al numero di arresti legati alla droga, sequestri e distruzione di coltivazioni, a favore di indicatori relativi al benessere e alla salute delle comunità: riduzione della violenza e della corruzione legate al mercato illegale, miglioramento nell’accesso alle cure mediche e allo sviluppo economico, e rafforzamento delle istituzioni pubbliche.
  • Contrarsi sui processi investigativi e analisi del mercato della droga e dei relativi danni, in modo da poter indirizzare le attività di contrasto sugli aspetti maggiormente dannosi del mercato (questa è una “riduzione del danno” delle attività di pubblica sicurezza). Questo significa che gli aspetti meno pericolosi del mercato illegale dovrebbero essere tollerati. In alcuni casi questo prevede azioni mirate di dissuasione in modo da cambiare le abitudini dei trafficanti e spacciatori.
  • Dare priorità ad azioni contro i grandi e pericolosi gruppi e individui criminali, invece che ai “facili da prendere” ( per esempio i consumatori di droga e i piccoli spacciatori).

Lezioni di riduzione del danno per funzionari militari e poliziotti in Bolivia

IDPS è parte del Progetto a lungo termine “Modernizzazione delle Attività di Contrasto” che vuole sviluppare documentazione teorica ed esempi per un nuovo approccio nelle azioni di contrasto alla droga, ed anche promuovere un dibattito sulle loro implicazioni fra i comandi delle forze dell’ordine per la costruzione di strategie per il futuro.