La Relazione annuale al Parlamento 2016 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, a norma di legge (art.131 del D.P.R. 309/90), dovrebbe focalizzarsi …sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia, sulle strategie e sugli obiettivi raggiunti, sugli indirizzi che saranno seguiti… . Dovrebbe insomma informare, soprattutto i politici, ma anche i cittadini, sull’andamento dell'offerta e del consumo di droghe e sull’impatto complessivo delle norme e delle politiche attuate, per fornire evidenze per loro eventuali modifiche coerenti con le finalità dichiarate.

La Relazione 20161 , curata dal DPA (Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio), appare senz'altro meno informativa della precedente2 , sia per le metodologie, sia per i dati utilizzati che, in alcuni casi, sono nel 2016 addirittura più “vecchi” dei precedenti. E' il caso delle stime del numero di consumatori delle varie sostanze: mancando dati aggiornati per il 2015, si dovrebbe far riferimento a quelli del 2014 anziché riportare, peraltro all’interno di un paragrafo su altro argomento, solo quelli del 20133 . Nella Relazione sono stati anche inseriti resoconti di progetti di ricerca risalenti alla precedente gestione del DPA (governi Berlusconi, Monti, Letta); purtroppo la gestione sotto il governo Renzi non ha attivato alcuna ricerca dal 2014 al 2016. L’unico progetto aggiornato e descritto in modo corretto e comprensibile, ma nel quale il DPA non ha avuto parte alcuna, è la rilevazione sull’uso di droga nelle scuole superiori, chiamata ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs)4 , coordinata dall’Istituto di Fisiologia clinica del CNR di Pisa.

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