I 500.000 consumatori più assidui, più o meno 1/6 dei consumatori regolari, generano quasi la metà dei guadagni illeciti nel mercato della droga.

Secondo stime correnti la repressione con i sequestri arriva ad eliminare appena il 10% della droga circolante. Una nuova politica dovrebbe puntare decisamente al reinserimento nella società e nel lavoro dei consumatori più assidui.

La maggior parte di loro forma una rete di venditori di strada, specie se non riesocno a trovare al tri lavori, che si assume grandi rischi ed ottiene bassi profitti.

Il reinserimento nella società produttiva dei consumatori più assidui permetterebbe di ridurre sia la domanda di droghe e sia la possibilità per le organizzazioni criminali di avere a disposizione un enorme numero di venditori e quindi di poter distribuire droghe in modo molto capillare. Comunque dalle analisi proposte scaturisce anche la necessità di cambiare l'atteggiamento nei confronti dei consumatori più assidui, meno ghettizzante e demonizzante. Più aiuti alle famiglie, de-criminalizzazione del possesso per uso personale; alternative al carcere per i consumatori più assidui, anche se commettono piccoli reati; istituzione di un fondo rotativo per le imprese sociali e la formulazione di una legge anti-discriminazione orientata alla reintegrazione dei consumatori non integrati, simile a quella che protegge i disabili.