Il sistema internazionale per la difesa dei diritti umani è composto dai seguenti corpi:

  • Il Consiglio per i Diritti Umani : Stabilito nel 2006 per rimpiazzare la Commissione per i Diritti Umani, è il principale organo per la tutela dei diritti umani nelle Nazioni Unite. Il Consiglio si riunisce tre volte all’anno, per almeno tre settimane, e stila un resoconto per l’Assemblea Generale. Il Consiglio è responsabile anche del sistema di Revisione Periodica Universale (Universal Periodic Review), in base al quale ogni stato membro delle Nazioni Unite è tenuto a rendere conto, di fronte agli altri stati, di come abbia ottemperato ai propri obblighi in materia di diritti umani.
  • Le procedure Speciali: Il Consiglio per i Diritti Umani può investire un organo indipendente di competenza o un individuo, con un mandato relativo ad un paese o a una problematica specifica. Per esempio: il Relatore Speciale sul Diritto alla Salute, il Relatore Speciale sulla Tortura, ecc.
  • L’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani : è un dipartimento parallelo a quello dell’Ufficio delle Nazioni Unite sulle Droghe e il Crimine (UNODC) nel Segretariato delle Nazioni Unite; esso si occupa sia di aiutare i paesi ad ottemperare ai propri obblighi in materia di diritti umani, sia di promuovere (mainstreaming?) la difesa dei diritti umani nel sistema delle Nazioni Unite.
  • Organismi competenti su singoli trattati per i diritti umani : si tratta di commissioni indipendenti stabilite per ciascun trattato sui diritti umani delle Nazioni Unite, allo scopo di vigilare sull’attuazione di questi e di fornire assistenza nell’interpretazione dei loro obblighi.

Se, da un lato, tutti i trattati in materia di diritti umani sono rilevanti per la politica sulla droga, dall’altro, molto pochi fanno specificamente riferimento alle droghe. Infatti, solo di recente si è sviluppata l’idea che la normativa sui diritti umani debba applicarsi anche alla politica sulla droga e che il controllo della droga debba considerarsi propriamente una questione di diritti umani. Tradizionalmente invece, questi campi normativi e politici sono stati visti come praticamente separati l’uno dall’altro, tanto che l’ex-Relatore Speciale sul Diritto alla Salute, il Prof. Paul Hunt, arrivò a descriverli come degli "universi paralleli".

Ciononostante le intersezioni tra politica sulla droga e diritti umani sono molte. Violazioni dei diritti umani, in conseguenza del controllo sulla droga, sono ormai ben documentate in tutto il mondo. Per esempio:

  • La violazione del diritto alla vita, con il ricorso alla pena di morte o ad un’uccisione extragiudiziale, a causa di reati di droga;
  • La violazione del diritto alla sicurezza, con torture, trattamenti crudeli, disumani o degradanti, o detenzione arbitraria di persone che fanno uso di droga o abusi commessi nel nome di terapie di disintossicazione;
  • La violazione del diritto alla salute, a causa della restrizione all’accesso a farmaci essenziali, come per esempio il metadone nel trattamento della dipendenza da droga;
  • La violazione di diritti sociali ed economici, a causa delle campagne di forzato sradicamento delle colture;
  • La violazione del diritto alla libertà, a causa di un’applicazione discriminatoria di leggi sulla droga a svantaggio di minoranze etniche, gruppi indigeni, giovani e donne.

Nel 2008, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dichiarò: “La lotta al problema della droga nel mondo... deve essere portata avanti in piena conformità con i propositi ed i principi della Carta delle Nazioni Unite e con le altre disposizioni della normativa internazionale e, soprattutto, nel pieno rispetto di... tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali”.

Nonostante quest’affermazione, nelle Nazioni Unite si è registrata un’impressionante mancanza di coerenza sul rapporto tra diritti umani e politica sulla droga. Da una parte, infatti, gli enti di controllo sulla droga delle Nazioni Unite hanno tendenzialmente ignorato i principi dei diritti umani, nel loro sforzo di ottenere una “società priva di droga”. Dall’altra invece, le agenzie per i diritti umani hanno prestato ben poca attenzione alle questioni di politica sulla droga. La situazione sta lentamente cambiando, adesso che le agenzie per i diritti umani delle Nazioni Unite, come il Relatore Speciale sulla Tortura e il Relatore Speciale sul Diritto alla Salute, stanno cominciando a richiamare i governi a non mettere a repentaglio i diritti umani nel nome del controllo sulla droga. Le agenzie di controllo sulla droga delle Nazioni Unite sono invece ancora riluttanti ad includere il tema dei diritti umani nelle loro politiche e programmi.

IDPC opera allo scopo di attirare, da una parte, l’attenzione degli organismi per i diritti umani sui problemi della droga e, dall’altra, l’attenzione del sistema di controllo della droga sui diritti umani. IDPC lavora cioè come cerniera di comunicazione nel campo dei diritti umani.