Alla fine di luglio, la Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies, Maps, inizierà la fase III di un trial clinico dove l’Mdma (volgarmente nota anche come ecstasy) verrà utilizzata per curare centinaia di soggetti affetti da disturbo post-traumatico da stress (Dpts) derivante da varie forme di trauma.

Sebbene ancora tutte soggette a severe sanzioni penali, da qualche anno le sostanze psichedeliche sono tornate a esser studiate dalle neuroscienze e dalla medicina in generale per il loro possibile impiego medico. Solo nella prima metà del 2017 a Oakland e Londra si son tenute due partecipatissime conferenze internazionali che hanno attirato migliaia di ricercatori, medici, esperti, attivisti, antropologi, etnologi e semplici curiosi. Nei prossimi mesi se ne terranno altre a PragaViennaBerlino e Seattle e anche l’Associazione Luca Coscioni affronterà la questione durante il G7 della scienza a Torino, il 29 settembre 2017.

L’associazione Maps, che tra le altre cose può esser considerata una sorta di casa farmaceutica no profit, aiuta gli scienziati a progettare, finanziare e ottenere l’approvazione ufficiale da parte della Food and Drug Administration (Fda) e dell’Agenzia europea per i medicinali (Emea) di studi sulla sicurezza e l’efficacia di una serie di sostanze controllate. Al centro delle attività di Maps, oltre all’Mdma ci sono: l’Lsd e le psilocibine per il trattamento di ansiacefalea e depressione associati a problemi di fine vita; l’iboga per il trattamento della dipendenza da oppiacei; l’ayahuascaper le tossicodipendenze e il Dpts. Infine c’è la cannabis per il trauma da stress e la ricerca di più efficaci supporti tecnologici come vaporizzatori e tubi d’acqua per la sua assunzione terapeutica. L’obiettivo ultimo dell’organizzazione è quello di creare una rete di cliniche nelle quali questi e altri trattamenti possano esser forniti insieme ad altre terapie sotto la guida di medici e terapeuti addestrati e autorizzati. Un lavoro simile, in Europa, è promosso dalla britannica Beckley Foundation. In Italia siamo a zero.

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